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Val di Fassa, Dolomiti, Trentino

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La Grande Guerra dentro la montagna

A distanza di quasi 100 anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale sono pochi i luoghi in Italia che conservano le tracce di quel devastante periodo storico così bene come le cime delle Dolomiti. In particolare sulle montagne della Val di Fassa sono ancora presenti numerose testimonianze delle battaglie e delle difficili condizioni di vita affrontate dai soldati italiani ed austriaci.

La Val di Fassa era appena dietro il Fronte Dolomitico, la linea del fronte di guerra che attraversando la Marmolada da nord-est a sud-ovest separava i territori italiani da quelli austriaci. La guerra non risparmiò quindi nessuna delle cime dei gruppi montuosi intorno alla Marmolada: in particolare nei gruppi di Ombretta-Ombrettola, Costabella-Cima Uomo, Monzoni-Vallaccia e cresta del Padon sono presenti ancora oggi testimonianze storiche di grande interesse ed innumerevoli resti di camminamenti, appostamenti, trincee, baracche, postazioni, caverne e finestre nella roccia, schegge di bombe e bossoli che raccontano i difficili momenti di vita e di morte in zone che oggi appaiono come piccoli paradisi terrestri.

Gallerie e camminamenti di guerra lungo la Cresta di Costabella

Gallerie e camminamenti di guerra lungo la Cresta di Costabella

Diversi percorsi di guerra sono stati ripristinati e trasformati in percorsi attrezzati, come l'Alta Via Bepi Zac sulla cresta di Costabella, la via ferrata delle Trincee della Mesolina o il percorso storico dalla Forcella alla Punta Serauta. Luoghi impervi e severi dove combatterono i soldati italiani e austriaci.
La maggior parte dei percorsi e sentieri presenti in tutto il settore Ombretta-Ombrettola si deve all'opera degli Alpini della 206° Compagnia del Btg. Valcordevole, comandati dal Cap. Arturo Andreoletti, il quale nel 1920 fondò l'A.N.A. (Associazione Nazionale Alpini).

Un luogo particolarmente suggestivo può essere visitato con un’escursione al Sasso di Costabella (q. 2730 m), blocco roccioso lungo la Cresta di Costabella, poco ad ovest della Forcella del Ciadin, in cui venne scavato un osservatorio di guerra italiano. In tale luogo si svolsero cruenti combattimenti per la conquista della cresta da parte degli Alpini italiani. I soldati austriaci avevano addirittura costruito fra queste impervie rocce un piccolo villaggio di baracche, detto "postazione Detz".

Scala di accesso al Sasso di Costabella

La scala di accesso al Sasso di Costabella

Il percorso per raggiungerlo è piuttosto impervio, ma molto ben attrezzato nei punti in cui risulta necessario e recentemente ristrutturato dal Gruppo Volontari di Moena. Si tratta di un’escursione di un certo impegno che, data la quota e il tipo di terreno, richiede un adeguato abbigliamento da montagna, scarponi e l’attrezzatura da via ferrata. La grotta all’interno dell’osservatorio ospita delle mostre fotografiche permanenti sulla 1° Guerra Mondiale, allestite dai Volontari di Moena con vari pannelli fotografici e libro visite.

Ingresso della caverna dell'osservatorio di guerra

Ingresso della caverna dell'osservatorio di guerra

Punto di partenza
Dal Passo di S. Pellegrino (q. 1919 m) seguire una stradina fino al Rifugio Cima Uomo, dove si lascia l’auto. Dislivello: 700 m; tempo di salita e discesa: 4 h.

Percorso
Dietro al rifugio risalire per la pista da sci verso sinistra fino ad incontrare la strada sterrata che sale dal Passo di S. Pellegrino, seguirla verso destra fino a dei cartelli con delle indicazioni posti sulla biforcazione del sentiero presso un ruscello. Proseguire dritti sul lato sinistro del ruscello e risalire il pendio erboso per traccia ben visibile con qualche segnavia ed i successivi prati un po’ più ripidi. Seguendo il segnavia attraverso il pascolo si arriva a dei cartelli: prendere a destra il sentiero n. 637 che risale per prati e pendii erbosi fino ad una conca con massi crollati al di sotto del ghiaione che scende dalla Forcella del Ciadin e dalla Punta delle Vallate. Risalire il ghiaione con percorso a zig zag e quindi traversare verso sinistra, risalire un ripido pendio gradinato di roccette ed erba con alcuni scalini in legno ed un cavo metallico, fino a raggiungere i cartelli segnaletici nei pressi della Forcella del Ciadin.
Dai cartelli continuare a sinistra fino a raggiungere la forcella, proseguire a sinistra sotto la cresta e traversare un pendio roccioso ed una passerella in legno, quindi traversare a sinistra verso il centro di un canalone. Risalire una profonda spaccatura per mezzo di solide scale di legno attrezzate con fune metallica ed una successiva galleria in salita con gradini di legno, infine una rampa di rocce attrezzate con fune metallica. Proseguire a destra per andare alla caverna ex osservatorio di guerra con all'interno la mostra fotografica, raggiungibile attraverso una breve ma stretta passerella in legno sospesa fra le rocce. Proseguendo a sinistra si può raggiungere la cima del Sasso di Costabella, risalendo per traccia attraverso qualche blocco di roccia fino a raggiungere il roccione della cima con un piccolo ometto di sassi.
La discesa avviene lungo lo stesso percorso della salita. Se invece si prosegue verso ovest si continua sull'Alta Via Bepi Zac verso il Passo delle Selle, attraversando la Cresta di Costabella, su percorso di guerra attrezzato di grande suggestione per gallerie e postazioni austriache. Raggiungendo invece la Forcella del Ciadin si può continuare verso est l’Alta Via Bepi Zac fino alla Forcella dell’Uomo, per poi scendere al punto di partenza per ripidi ghiaioni. Entrambi i percorsi sono a tratti piuttosto esposti e richiedono l’attrezzatura da via ferrata ed esperienza.

Mostra fotografica all'interno dell'osservatorio di guerra

Mostra fotografica sull'utilizzo dei gas durante la 1° Guerra Mondiale

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