E' stato organizzato un motoraduno di Harley in val di Fassa con l'idea di percorrere i passi dolomitici oggi patrimonio UNESCO.
Francamente si può restare allibiti pensare che quei luoghi che andrebbero preservati il più possibile da ogni fonte di inquinamento (anche acustico) verranno invasi da centinaia di moto che notoriamente tutto sono tranne che improntate al rispetto ecologico: tubi di scarico aperti (proprio per far più rumore), motori obsoleti e fortemente inquinanti.
Con che faccia potranno portare avanti certi politici locali l'idea propagandistica di luoghi fiabeschi ed incontaminati (che si vorrebbe propinare ai turisti) e giustificare i ferrei divieti di accesso ai mezzi motorizzati privati nelle strade di avvicinamento ai rifugi?
Come potranno perseguire ancora l'idea dei passi chiusi (fortemente voluta da Durnwalder) e cercare di far utilizzare solo i mezzi pubblici?
Ci sono persone amanti della montagna che (addirittura con difficoltà motorie) non possono percorrere con la propria auto (magari Euro 5, catalizzatissima e silenziosa) pochi km di avvicinamento ai rifugi o malghe, per il dovuto rispetto dell'ambiente, e poi si autorizzano a circolare inutilmente e solo per vezzo dei proprietari centinaia di moto che con il contesto dolomitico nulla hanno a che fare!
Non sarà che, per caso, qualche nostro rappresentante politico locale o albergatore sia proprietario di un'Harley ed abbia il fanciullesco bisogno di sfoggiare una livrea borchiata e metallara in un contesto che la giustificherebbe, altrimenti impossibilitato a tale esternazioni?
Mauri - 22/08/2011